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viernes, 16 de febrero de 2018

La Iglesia y el agua

El agua es la base de la vida humana, de la sociedad y de su desarrollo. Sin ella la vida no puede existir, y sin el derecho al acceso al agua cualquier discusión sobre los derechos humanos sería fútil. Ahora bien, una cosa es la belleza de este enunciado y otra la cruda realidad: menos del 2 por ciento
del agua de nuestro planeta es dulce y directamente accesible al ser humano, y un tercio de la población mundial vive bajo estrés hídrico (una cifra que, según estimaciones, llegará a dos tercios para 2025). Por otra parte, hay una gran diversidad entre el hemisferio norte y sur. Mientras en el primero la inmensa mayoría de la población disfruta de este preciado recurso, en el segundo casi  .000 millones de personas no tienen un acceso seguro al agua potable limpia y de calidad. La creciente preocupación de la comunidad internacional por un elemento tan esencial como el agua ha cristalizado en uno de los 17 «Objetivos de Desarrollo Sostenible», en concreto en el número 6, donde se pide que quede garantizado el acceso universal y equitativo al agua potable, a un precio asequible para todos. El acceso al agua se convierte, por tanto, en un requisito necesario para alcanzar la pretensión de la Agenda ONU 2030 de «no dejar a nadie atrás» y asegurar la libertad de cada persona. La falta de este requisito lleva consigo desigualdades, crisis, pobreza e imposibilidad
de ejercitar plenamente los derechos para vivir con dignidad.

Derecho al agua. Revista Cáritas
Mons. Fernando Chica Arellano, observador permanente de la Santa Sede ante la FAO, el IFAD y el PMA

Ver artículo completo

Ver documento Water and Human Rights. A Catholic Perspective on the
Human Right to Water

La situación del agua en el mundo a la luz de Laudato Si’

Uno de los principales problemas ambientales que el papa Francisco trata en su encíclica Laudato Si´ es el que denomina “la cuestión del agua” (capítulo primero, II, puntos 27 a 31). Se trata de un problema común al resto de los recursos naturales, en riesgo de agotamiento por consumo irracional y los perniciosos y extendidos hábitos de gastar y tirar. Dice el papa que “el agua potable y limpia representa una cuestión de primera importancia, porque es indispensable para la vida humana y para sustentar los ecosistemas terrestres y acuáticos”. Introduce el concepto de “pobreza del agua social”, describiendo la situación del continente africano, donde algunos países están afectados por una desigualdad en la distribución de este recurso. El papa denuncia que el agua provoca muertes a diario; en este sentido, hay que decir, según  datos de organismos internacionales, que mueren al día unas 10.000 personas (la mitad niños) debido a la escasez de agua o a la falta de calidad. Francisco denuncia también los peligros de la privatización del agua, indicando que “el acceso al agua potable y segura es un derecho humano básico, fundamental y universal, porque determina la sobrevivencia de las personas”, añadiendo una de esas frases tan rotundas como ciertas que abundan en esta encíclica: “este mundo tiene una grave deuda social con los pobres que no tienen acceso al agua potable, porque eso es negarles el derecho a la vida radicado en su dignidad inalienable”. Por otra parte, destaca el papa, que la escasez del agua provocará un mayor coste de los alimentos y advierte que, posiblemente, se convertirá en una de las principales fuentes de grandes conflictos en este siglo.

En el trabajo que se presenta, se analiza la situación del agua a nivel mundial, siguiendo las orientaciones establecidas por el papa Francisco en esta encíclica. Para ello se utilizan datos sobre el uso de este recurso natural que ofrecen organismos internacionales y ONG’s de prestigio, así como las normativas más importante al respecto, principalmente la Directiva Marco del Agua de la Unión Europea.

Comunicación en el CONGRESO INTERNACIONAL LAUDATO SI´ DE ECOLOGÍA INTEGRAL Y MEDIO AMBIENTE


miércoles, 20 de diciembre de 2017

“Laudato si’”, inspiración para una iglesia muy sostenible

Com’è noto, nell’enciclica che già nel titolo celebra il messaggio di san Francesco D’Assisi, papa Francesco ricorda che la terra è ferita, e che “nostra sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei”. L’appello ha un rapporto equilibrato verso l’ambiente e riguarda in generale il tema della giustizia sociale.

Non a caso il discorso del Santo Padre mira anche a contrastare un’economia tutt’altro che sostenibile che mira soltanto al profitto. In senso più ampio, possiamo annoverare fra i poveri anche la nostra terra, sempre più dimenticata e sfruttata in modo spregiudicato.

Il concetto che più volte viene ribadito dal Pontefice, espresso anche nella sua citazione del discorso che Papa Paolo VI svolse alla FAO, nel 25° anniversario di questo (16 novembre 1970) è “l’urgenza e la necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’umanità”, perché “i progressi scientifici più straordinari, le prodezze tecniche più strabilianti, la crescita economica più prodigiosa, se non sono congiunte ad un autentico progresso sociale e morale, si rivolgono, in definitiva, contro l’uomo”.

Anche la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) e le diocesi italiane si sono interrogate su quali potessero essere le modalità applicative dei principi di sostenibilità ambientale: anche in Italia si parla di realizzare una Chiesa bioclimatica, autosufficiente dal punto di vista energetico e costruita con criteri di bioarchitettura.

Don Valerio Pennasso, direttore del Servizio nazionale per l’edilizia di culto e dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della CEI, intervenuto nel convegno della Lumsa del 29 e 30 settembre 2016 “Costruire bene per vivere meglio”, ha spiegato come da tempo nel suo ufficio si pone un’attenzione particolare al tema dell’ambiente, e per questo è nata l’idea di progettare un complesso parrocchiale ecosostenibile.  Un esempio di complesso parrocchiale ecosostenibile dovrebbe sorgere nelle Marche a circa 3 chilometri dal santuario di Loreto. La Cei parteciperà al finanziamento dell’opera in maniera consistente, visto che per la realizzazione di nuove chiese eroga contributi pari al 75% dei costi.

In questo periodo storico la nuova costruzione di chiese ha subito un calo. Anche nel settore dell’edilizia di culto, prevale la richiesta di restauro e ristrutturazioni rispetto a quella di nuovi edifici, quindi, anche partire dall’efficientamento dell’esistente, rappresenta un impegno a perseguire i criteri della sostenibilità e, per fare ciò, bisogna attuare le buone pratiche comportamentali partendo dal basso.

Da quanto emerge dalla ricerca “Chiesa Ecologica”, condotta dal Centro di ricerche in scienze ambientali e biotecnologie (Cesab), da qualche anno, la coscienza ambientale si sta diffondendo sempre di più anche in ambito ecclesiale, anche se le aperture green sono più espresse nelle attività pastorali, durante le omelie, o nella catechesi, piuttosto che nella pratica progettuale.

Eppure la parrocchia può diventare un modello per l’intero territorio: un riferimento, quindi. Una migliore gestione delle risorse degli immobili religiosi, mettendo in pratica fattive politiche green, può contribuire al cambiamento e alla diffusione di questi comportamenti virtuosi e necessari per proteggere il Pianeta. L’obiettivo di questa campagna di sensibilizzazione è di favorire una gestione razionale ed efficiente delle risorse, favorire la tutela con l’adeguamento ambientale, l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare ecclesiastico.

In linea con le indicazioni dell’Enciclica papale, con lo sviluppo di buone pratiche in campo energetico, economico e sociale si colloca anche il progetto di ricerca “Parrocchia, Ambiente, Territorio”. Questo documento raccoglie la ricerca condotta dal Cesab, con il sostegno della Diocesi Suburbicaria di Albano, all’interno delle parrocchie del suo territorio. Come si chiarisce nel volume stesso: Questo studio è volto a comprendere le variazioni delle modalità con cui la parrocchia percepisce, interagisce e comunica con il territorio e la propria comunità, alla luce della rinnovata visione dell’ambiente e delle sue risorse da parte della Chiesa.

Il progetto “Chiesa Ecologica” è iniziato nell’ottobre 2013 ed è sostenuto anche da Metaenergia, che a sostegno dell’iniziativa ha anche realizzato degli studi di fattibilità su 4 strutture ecclesiastiche per valutare quali interventi realizzare per migliorarne prestazioni energetiche, consumi e impatti ambientali.

Nello spazio settimanale della rivista “Zenit”, realizzato con il Cesab, ci si rivolge direttamente ai parroci, invitandoli a raccontare la propria esperienza di sostenibilità ambientale, scrivendo quali buone pratiche sono state portate nelle loro parrocchie o oratori e in che modo possono aiutare i parrocchiani o i volontari a parlare del rispetto dell’ambiente.

In questa rivista vengono anche raccolti diversi esempi concreti di buone pratiche.

Tra questi, uno degli esempi più significativi, che mostra come sostenibilità e mondo ecclesiastico possano convivere, viene dalla Diocesi di Alessandria, che con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana ha realizzato il Nuovo Complesso parrocchiale San Paolo.

Posto accanto all’esistente Chiesa, dei primi anni Ottanta. La nuova struttura, è stata progettata dallo Studio Centurani, Gianluca Centurano e Paolo Ettore Buzzi. Il complesso comprende la Casa Canonica con gli appartamenti dei sacerdoti al primo piano e il salone parrocchiale, le aule di catechismo e gli uffici parrocchiali al piano terra. La struttura è progettata sfruttando a pieno le energie rinnovabili.  Attraverso un iniziale investimento nelle più avanzate tecnologie impiantistiche e criteri di progettazione sostenibili, il nuovo complesso parrocchiale si pone come esempio per la comunità.

L’edificio, si armonizza completamente con la preesistenza, dalla Chiesa trae ispirazione per il linguaggio e le direzioni dominanti. Le linee del nuovo progetto sono pulite e semplici, ma si impostano sugli orientamenti cardinali perseguendo l’esposizione ottimale secondo i criteri della Bioarchitettura.

il Nuovo Complesso San Paolo è progettato per essere un vero collettore solare, considerando l’energia solare, come risorsa globale. L’edificio è praticamente autosufficiente a livello energetico abbattendo drasticamente i costi di gestione e l’inquinamento generato dai sistemi tecnologici tradizionali.

Sono state adottate le più moderne tecnologie e materiali innovativi per ottenere un edificio che funzioni come una vera e propria macchina per risparmiare energia e per sfruttare al meglio le risorse naturali. Particolare attenzione è stata data alla coibentazione delle murature, nelle quali, a seconda degli ambienti, sono inseriti materiali isolanti di varie stratigrafie e spessori, con un notevole utilizzo di pannelli in fibra di legno. I serramenti, in PVC di elevata qualità, sono capaci di garantire ampi spazi vetrati e completa tenuta all’aria secondo le migliori procedure certificate. In questo modo si massimizza l’irraggiamento solare minimizzando le dispersioni.

La climatizzazione invernale ed estiva degli ambienti è garantita sfruttando il principio fisico dell’irraggiamento. Un sistema di pannelli radianti capillari posati nel controsoffitto garantisce la climatizzazione dell’intero edificio sfruttando energie rinnovabili.

Tra gli impianti eco-efficienti troviamo pannelli solari termici e fotovoltaici, sonda geotermica con pompa di calore elettrica, termo camino a legna, ventilazione meccanica controllata con recuperatore e scambiatore interrato, serra solare ad accumulo indiretto e, in caso di emergenza, caldaia a gas metano a condensazione.

Il nuovo complesso San Paolo è certificato edificio “Passivo” nella migliore classe energetica della Regione Piemonte: Classe A+.

Tra le altre buone pratiche, si evidenziano soprattutto iniziative volte al contenimento energetico ma non solo. La Casa Sollievo della Sofferenza, voluta da San Pio da Pietrelcina, punta a questo. La Casa ha realizzato un piano sulla sostenibilità ambientale partendo dalla filiera corta nei pasti ospedalieri.

È stata infatti realizzata una filiera a km 0 di proprietà della Fondazione con caseifici, allevamenti e colture in cui si producono prodotti per la mensa dedicata ai pazienti. Un sistema, questo, che ha portato la Fondazione a produrre non solo per uso interno ma anche per l’esterno, una volta superate le necessità ospedaliere. Sono stati anche istallati impianti fotovoltaici in una delle masserie della fondazione.

Sempre dalla Puglia arriva un altro esempio di efficientamento energetico nelle parrocchie. Il parroco della Parrocchia della “Natività Beata Maria Vergine” di Ruffano (in provincia di Lecce) ha adottato un nuovo e modernissimo sistema di illuminazione all’interno della Chiesa Matrice e dell’oratorio della Parrocchia. Si tratta della cosiddetta “luce ad induzione” che si ottiene attraverso delle lampade simili a quelle fluorescenti nella composizione (sono entrambe a base di gas “neon”) ma alimentate da un campo elettromagnetico esterno e non da comuni elettrodi.

Questo sistema, ha una durata garantita di circa 120 mila ore di vita (tra i 25 ed i 30 anni) senza alcuna manutenzione; l’efficienza lungo tutto il ciclo di vita è pari al 90%, per un risparmio totale che si avvicina al 50%, permettendo un investimento basato sul risparmio attraverso la formula a noleggio.

Il settore dell’illuminazione rappresenta oggi una delle maggiori voci di spesa nel bilancio della parrocchia.

Altre iniziative virtuose sono state portate a termine nell’imolese, nella struttura di Santa Caterina a Casola Canina, Il parroco ha fatto installare alcuni pannelli fotovoltaici da 9 kilowatt di potenza ottenendo anche un vantaggio economico oltre che energetico, hanno ricevuto infatti un finanziamento di 1.300 euro per kilowatt installato.

Anche nel convitto di Don Bosco a Roma, in via dei Salesiani, si è provveduto alla sostituzione delle lampadine classiche a favore di quelle led, e si sta portando a capo uno studio per l’efficientamento energetico per ridurre i consumi generali.

Tutte queste iniziative fanno ben sperare anche se c’è molto altro ancora da fare per instillare un cambiamento radicale nella struttura e nella natura della società. La coscienza ecologica può essere risvegliata o educata anche attraverso queste campagne di sensibilizzazione e partecipazione diretta della collettività, tuttavia le istituzioni giocano un ruolo fondamentale per raggiungere un risultato concreto e far sì che la buona volontà possa avere reali possibilità di trasformarsi in progetti concreti di sviluppo sostenibile.

Enlace


viernes, 26 de mayo de 2017

Laudato si' El cuidado de la Creación (D. Raúl Berzosa)


Monseñor Raúl Berzosa, Obispo de Ciudad Rodrigo, presentó la encíclica Laudato Si', en la primera sesión del Ciclo Teológico del curso 2015-2016, del Instituro Diocesano de Teología y Pastoral, de la Diócesis de Bilbao.

Actas del Congreso Laudato Si'

Ya están disponibles las Actas Digitales del Congreso Internacional Laudato Si' de Ecología Integral y Medio Ambiente, organizado por la Universidad Católica San Antonio de Murcia. Las actas pueden descargarse de la web del congreso o directamente haciendo click aquí.

viernes, 19 de mayo de 2017

Protección del medio ambiente. No es oro todo lo que reluce



Conferencia "Protección del medio ambiente. No es oro todo lo que reluce", por el periodista Ángel Cuaresma en la XXXII Semana Diocesana del Enfermo de Valladolid.
18-5-2017

Ángel Cuaresma es un gran periodista y mejor persona, y le aprecio mucho. Sin embargo, creo que está muy equivocado en muchas de las cosas que dice en esta charla. Pero bueno, abierto está el debate.

miércoles, 15 de marzo de 2017

El paradigma de las minas a cielo abierto

En mi entorno territorial próximo, han surgido en los últimos meses algunos proyectos de explotaciones mineras a cielo abierto. Estaba pensando, a este respecto, lo bonito que suena el nombre: "a cielo abierto". Debe ser el nombre lo único bonito que tienen, porque todo son perjuicios. De hecho, quizás deberían denominarse minas "a tierra abierta", por el tajo que producen a la superficie terrestre.

Pero, aparte de las consideraciones de nomenclatura, confluyen en las minas a cielo abierto una serie de circunstancias que reúno aquí en lo que he denominado "el paradigma de las minas a cielo abierto". Mis argumentos son los siguientes:
-La minería en general es insostenible por definición, ya que explotan unos recursos naturales no renovables (el material mineral extraído).
-Estas minas destruyen otros recursos naturales que no son objeto del aprovechamiento minero en sí. Por ejemplo: destruyen el paisaje, la vegetación, el suelo (con su capacidad productiva para cultivos y ecosistemas, y su papel como sumidero de carbono).
-Afectan negativamente a aspectos medioambientales diversos, como la fauna, los climas locales y los microclimas, el ciclo hidrológico local de las cuencas afectadas, etc.
-Desde el punto de vista socioeconómico, en la minería a cielo abierto -y en la minería en general- una empresa particular aprovecha unos recursos que son `de todos´, sin dejar apenas beneficios para las poblaciones locales.

Es cierto que la normativa obliga a unas medidas correctoras de los impactos ambientales. Es cierto también que, en algunos casos, puede existir un `interés general´ en estas explotaciones, de tal manera que la sociedad en general obtenga un beneficio, aunque este no lo reciba directamente la población local.

Sin embargo, en la mayoría de los casos, la minería a cielo abierto, rompe el modelo de desarrollo de las comarcas donde se establece, en muchos casos zonas de gran interés paisajístico y natural o histórico-cultural, en cuya economía tienen una significativa participación actividades relacionadas con el entorno natural como son el turismo rural o de naturaleza, aprovechamientos micológicos, agricultura, ganadería, selvicultura, apicultura, etc.

El papa Francisco en su conocida encíclica Laudato si´sobre el cuidado de la `casa común´, escribe algunas frases tremendamente elocuentes. Pongo algunos ejemplos directamente aplicables al asunto que nos ocupa:
-"La exposición a los contaminantes atmosféricos produce un amplio espectro de efectos sobre la salud, especialmente de los más pobres, provocando millones de muertes prematuras".
-"La tierra, nuestra casa, parece convertirse cada vez más en un inmenso depósito de porquería. En muchos lugares del planeta, los ancianos añoran los paisajes de otros tiempos, que ahora se ven inundados de basura".
-"La humanidad está llamada a tomar conciencia de la necesidad de realizar cambios de estilos de vida, de producción y de consumo, para combatir este calentamiento [global] o, al menos, las causas humanas que lo producen o acentúan".
-"Conocemos bien la imposibilidad de sostener el actual nivel de consumo de los países más desarrollados y de los sectores más ricos de las sociedades, donde el hábito de gastar y tirar alcanza niveles inauditos. Ya se han rebasado ciertos límites máximos de explotación del planeta, sin que hayamos resuelto el problema de la pobreza".
-"El agua potable y limpia representa una cuestión de primera importancia, porque es indispensable para la vida humana y para sustentar los ecosistemas terrestres y acuáticos".
-"Las aguas subterráneas en muchos lugares están amenazadas por la contaminación que producen algunas actividades extractivas, agrícolas e industriales, sobre todo en países donde no hay una reglamentación y controles suficientes".
-"Los recursos de la tierra también están siendo depredados a causa de formas inmediatistas de entender la economía y la actividad comercial y productiva".
-"El cuidado de los ecosistemas supone una mirada que vaya más allá de lo inmediato, porque cuando sólo se busca un rédito económico rápido y fácil, a nadie le interesa realmente su preservación. Pero el costo de los daños que se ocasionan por el descuido egoísta es muchísimo más alto que el beneficio económico que se pueda obtener". 
-"Si tenemos en cuenta que el ser humano también es una criatura de este mundo, que tiene derecho a vivir y a ser feliz, y que además tiene una dignidad especialísima, no podemos dejar de considerar los efectos de la degradación ambiental, del actual modelo de desarrollo".

Frente a un modelo de desarrollo basado en el inmediatismo económico y en el consumo insostenible de recursos naturales, la sociedad debe asumir y promover un nuevo modelo que, sin oponerse al progreso, se base en la conservación de los recursos naturales y en las personas, con su historia, su cultura y su derecho a vivir feliz.


Mina a cielo abierto en Nuevo México (Estados Unidos). Fuente: wikipedia

viernes, 10 de marzo de 2017

Laudato si', el cuidado de la creación (D. Raúl Berzosa)

Monseñor Raúl Berzosa, Obispo de Ciudad Rodrigo, presentó la encíclica Laudato Si', en la primera sesión del Ciclo Teológico del curso 2015-2016, Laudato Si´, una encíclica verde y social.

martes, 17 de enero de 2017

Enlázate por la justicia

¿Existen realmente problemas ambientales? ¿Son tan importantes? ¿Están relacionados con la pobreza y la desigualdad? ¿Qué tiene que ver todo ello con nosotros, con nuestros modos de vida, con nuestra fe?

Os invitamos a visitar la web enlázate por la justicia

Una iniciativa de: Cáritas, Confer, Justicia y Paz, Manos Unidas y Redes.


viernes, 11 de noviembre de 2016

Laudato Si, por D. Raúl Berzosa, obispo de Ciudad Rodrigo

La Encíclica "Laudato Si", como mensaje del Papa Francisco a toda la humanidad. Hacia una "ecología integral" en diez claves... es el título de la conferencia pronunciada el 9 de noviembre por el Obispo de Ciudad Rodrigo, Mons. Raúl Berzosa, en el ciclo de conferencias "Diálogos de San Pablo", en el Instituto Superior de Filosofía de los Dominicos de Valladolid.

lunes, 19 de septiembre de 2016

Declaración de Torreciudad (Declaración Interreligiosa sobre Cooperación entre Ciencia y Religión para el Cuidado Ambiental)

Esta declaración es el resultado del Seminario Internacional sobre Cooperación entre Ciencia y Religión para el Cuidado Ambiental (http://www.issrec.org/), basado en la Encíclica Laudato si’ del Papa Francisco.

En el seminario participaron científicos, teólogos y líderes religiosos con interés ambiental, provenientes de las principales tradiciones espirituales del planeta. La declaración está abierta a quienes reconozcan la importancia de los problemas ambientales y la necesidad de promover una mayor cooperación entre las ciencias y las principales tradiciones religiosas y espirituales de la humanidad para contribuir a la solución de los mismos.

1. La gran mayoría de la población que habita nuestro planeta cree en la importancia de las tradiciones espirituales y religiosas en su vida diaria. Estas tradiciones constituyen una importante fuente de inspiración y una base que sustenta sus valores morales, así como una cosmovisión sobre quiénes somos en relación con Dios, con la Tierra y con el resto de los seres humanos. Como se indica en la Laudato si’: “esto debería provocar a las religiones a entrar en un diálogo entre ellas orientado al cuidado de la naturaleza, a la defensa de los pobres, a la construcción de redes de respeto y de fraternidad” (§201). De modo similar, otros líderes religiosos han señalado la importancia de la cooperación entre las principales religiones y tradiciones espirituales para abordar los problemas ambientales. Además, en los últimos años se han firmado declaraciones interreligiosas que subrayan que la degradación de la naturaleza es también un problema moral y espiritual, y no sólo económico o técnico. Entre ellas se encuentran la declaración conjunta de 2002 del Papa Juan Pablo II y el Patriarca Bartolomé I; el Manifiesto Interreligioso de Uppsala sobre Cambio Climático en 2008, y las Declaraciones Islámica y Budista sobre Cambio Climático en 2015. Sin embargo, aún se requieren acciones más firmes para cambiar los actuales modelos económicos y sociales hacia otros ambientalmente más amigables.

2. La Ciencia juega un papel crítico en la comprensión de los problemas ambientales, así como en el seguimiento y en la proyección de sus tendencias. La degradación del medio ambiente es global, tanto en lo que se refiere a la superficie como a las temáticas que afecta. El cambio climático, la acidificación de los océanos, la contaminación del agua y del aire, la pérdida de biodiversidad y de hábitats, y muchos otros problemas tienen que ser enfrentados mediante la integración de diferentes disciplinas, incluyendo las ciencias naturales, las ciencias sociales y las humanidades. Se requiere una cooperación más estrecha entre esas disciplinas, que son clave para alcanzar una visión más comprehensiva de los retos ambientales a los que nos enfrentamos, así como de sus complejas interrelaciones. Tal y como indica la Encíclica del Papa Francisco, “la especialización tiende a convertirse en aislamiento y en absolutización del propio saber. Esto impide afrontar adecuadamente los problemas del medio ambiente” (Laudato si’, §201).

3. La Ciencia en solitario no puede resolver la actual crisis ecológica. Se necesita una mayor cooperación de todos los actores que afectan a las decisiones y a las actitudes sociales y ambientales, incluyendo grupos políticos, organizaciones no gubernamentales y empresas. Las tradiciones religiosas y espirituales son la fuente más antigua de valores morales, sabiduría e inspiración. Ellas nos proponen modelos para vivir con justicia, paz y armonía. Los valores espirituales y culturales nos estimulan a evitar el consumismo, uno de los principales responsables de la degradación ambiental; nos animan a cultivar las virtudes y a mostrar compasión hacia el resto de los seres humanos, los animales y plantas, así como a apreciar hondamente el aire, la tierra y los océanos donde habitan: nuestra Hermana y Madre Tierra. Por estas razones, se requiere una cooperación más estrecha entre científicos y líderes religiosos para promover una mayor conciencia y una acción ambiental más efectiva.

4. Las comunidades religiosas y espirituales tienen un papel prominente en la educación, particularmente en lo que respecta a los jóvenes. Por ello, es esencial que los líderes de todas las confesiones y a todos los niveles comprendan los problemas ambientales a los que nos enfrentamos y promuevan una “conversión ecológica”, que modifique nuestros actuales estilos de vida, ambientalmente insostenibles. Los cambios radicales que se requieren implican no sólo prestar más atención a los temas ambientales o reducir superficialmente nuestros patrones de consumo. Se trata más bien de promover “…una mirada distinta, un pensamiento, una política, un programa educativo, un estilo de vida y una espiritualidad que conformen una resistencia ante el avance del paradigma tecnocrático” (Laudato si’, §111). Las escuelas, parroquias, templos, mezquitas, madrasas, sinagogas, monasterios y otras instituciones religiosas, deberían estar más activamente implicadas en que seamos custodios responsables de la Tierra, en lugar de ser sus devastadores.

5. La gravedad de los problemas ambientales y sus tendencias ponen en serio riesgo la habitabilidad de nuestro planeta. Las evidencias científicas muestran la escala y la relevancia de los impactos causados por la intervención humana en muchos procesos naturales. Somos responsables del cambio climático reciente, debido al uso intensivo de combustibles fósiles, con impactos ambientales y sociales potencialmente catastróficos. Estamos causando extinciones masivas de especies, la mayoría de ellas desconocidas e irreparablemente perdidas, tanto para nosotros como para nuestros descendientes. Estamos contaminando el aire y el agua, perturbando los ecosistemas, talando los bosques, destruyendo suelos fértiles y despilfarrando recursos. La población más vulnerable —en particular los pobres, marginados y excluidos— ya está sufriendo gravemente los efectos. Los problemas ambientales y sociales a menudo tienen las mismas raíces y, por ello, deben ser abordados conjuntamente: “Las líneas para la solución requieren una aproximación integral para combatir la pobreza, para devolver la dignidad a los excluidos y simultáneamente para cuidar la naturaleza” (Laudato si’, §139). Dependemos de los sistemas naturales para conservar este planeta como nuestro hogar para las generaciones presentes y futuras. Sin embargo, como el Papa indica, “…no basta pensar en las distintas especies sólo como eventuales «recursos» explotables, olvidando que tienen un valor en sí mismas. Cada año desaparecen miles de especies vegetales y animales que ya no podremos conocer, que nuestros hijos ya no podrán ver, perdidas para siempre (Laudato si’, §33).

6. Necesitamos revertir urgentemente las tendencias más amenazantes de degradación ambiental. Necesitamos alentar un nuevo modelo de progreso que integre la ecología humana y natural, que promueva energías limpias y economías sostenibles. Necesitamos encontrar modos de vida creativos que se concentren en los valores esenciales en lugar de dirigirnos hacia un consumismo absurdo (menos es más); necesitamos un pensamiento realista y esperanzador que haga nuestras vidas más felices, al tiempo que incentive el cuidado del resto de las personas, de los seres vivos y hábitats. Necesitamos que la Ciencia y la Religión trabajen juntas para que ese cambio tan necesario ocurra.

Santuario de Torreciudad, España, 21 de junio de 2016.

Enlace para adherirse

miércoles, 31 de agosto de 2016

Jornada de oración por el cuidado de la creación


SÁBADO 3 SEPTIEMBRE 2016 

-“Vivir la vocación de ser protectores de la obra de Dios es parte esencial de una existencia virtuosa, no consiste en algo opcional ni en un aspecto secundario de la experiencia cristiana” (Papa Francisco LS 217). 
-“Un grito de alarma por el desastre climático que afecta cotidianamente a los hombres y la naturaleza; la propuesta de la vía del ascetismo y la sobriedad en el uso de los bienes terrenos y de la energía; la proclamación del Evangelio para sanar el corazón humano que ha hecho el mundo un depósito de basura”. (Mensaje del Patriarca Ecuménico ortodoxo Bartolomé I para JMOCC. 2015). 

Hermanas y hermanos en Cristo 
Con el telón de fondo de su Encíclica Laudato Si, el Papa Francisco - compartiendo con el Patriarca Ecuménico Bartolomé la preocupación por el futuro de la creación – decidió el año pasado instituir también en la Iglesia Católica la «Jornada Mundial de Oración por el Cuidado de la Creación», uniéndose a la fecha fijada por el Patriarcado Ecuménico de Constantinopla desde 1989. 
Según el papa Francisco, esta jornada ofrecerá “a cada creyente y a las comunidades una valiosa oportunidad de renovar la adhesión personal a la propia vocación de custodios de la creación, elevando a Dios una acción de gracias por la maravillosa obra que Él ha confiado a nuestro cuidado, invocando su ayuda para la protección de la creación y su misericordia por los pecados cometidos contra el mundo en el que vivimos” y contribuirá “como Iglesia a superar la mayor Crisis ecológica que vive la humanidad y hacerlo desde una profunda Conversión espiritual y ecológica”, posibilitando “un momento intenso de oración, reflexión, conversión y asunción de estilos de vida coherentes”. (Carta de institucionalización del papa Francisco de la JMOCC. 6 de agosto de 2015) 
La invitación en esta jornada es a mirar la naturaleza con otros ojos, a escucharla con otro oído, a olerla con nuevos aromas, a tocarla con manos suaves, a gustarla y disfrutarla con todos los sentidos. Hace siglos ya, Francisco de Asís le atribuyó a la naturaleza esa cualidad de “sujeto de derechos”, la llamó nuestra hermana. Abusada y explotada, cuidémosla y amémosla, en nuestro día a día, en las pequeñas cosas y en los grandes consumos, que la agotan. 
Recibid un abrazo de Comunión universal y ecológica y “elevamos nuestra ferviente oración para que el Señor conceda el don de la paz en el amor y la unidad a toda la familia humana”. (Declaración conjunta papa Francisco y Bartolomé I patriarca ecuménico. 2014) 
Comisión Mixta 
La Comisión Mixta la forman: Asamblea Episcopal Ortodoxa de España y Portugal (Patriarcado Ecuménico de Constantinopla y la Iglesia Ortodoxa Rumana), la Iglesia Siro-Ortodoxa de Antioquía, el Arzobispado Católico Romano de Madrid (Vicaria de Pastoral Social e Invocación, Justicia y Paz, iniciativa de comunión Ubuntu), Parroquia de Santa Cristina, Compañía de Jesús, Grupo Cristianismo y Ecología, Movimiento Scouts de España, PP. Capuchinos de Madrid (CONFER Madrid).

- “No podemos hacernos los sordos ante la mayor crisis ambiental de la historia. Entre los pobres más maltratado está nuestra tierra”. (Discurso del papa Francisco en ChiapasMéxico Febrero 2016) 
-“Cometer un crimen contra la naturaleza es un pecado. Para los seres humanos que hacen que las especies se extingan y destruir la diversidad biológica de la creación de Dios; para los seres humanos que degradan la integridad de la Tierra, causando cambios en el clima y despojando a la tierra de sus bosques naturales y de sus humedales; para los seres humanos … que contaminan las aguas de la Tierra, su terreno, aire, y en definitiva, su vida, con sustancias venenosas– todos estos (actos) son pecados.” (Patriarca Ecuménico ortodoxo Bartolomé I. 1997 en Estados Unidos) 
-“No es demasiado tarde. El mundo de Dios tiene poderes curativos increíbles. En una sola generación, podríamos dirigir la tierra hacia el futuro de nuestros hijos. Pero esa generación ha de empezar ahora.” (Declaración conjunta del Patriarca ecuménico ortodoxo Bartolomé I con el papa Juan Pablo II en el IV Simposio Ecológico, en el mar en Venecia en junio de 2002)

PROGRAMA PRIMERA PARTE: 
DE 17:30 A 19:30H 17:30h: Acogida con limonada natural incluida 
18:00h: Bienvenida y presentación del acto 18:15h: MESA REDONDA: Visión actual de la Ecología Ponentes: Archimandrita Padre Demetrio R. Saez (Patriarcado Ecuménico de Constantinopla), Jose Eizaguirre (Biotropía y Grupo Cristianismo y Ecología) y Yayo Herrero (Ecologistas en Acción) SEGUNDA PARTE: 
DE 20:00H A 21:15 H 19,30h: Marcharemos juntos desde la parroquia hasta el Cerro de la Torrecilla, en la Casa de Campo, junto al lago y las pistas de tenis. Metro Lago, línea 10 
20h: ORACIÓN ECUMÉNICA: Presidirán el acto: el Arzobispo Monseñor Carlos Osoro (Iglesia Católica Romana), el Metropolita Monseñor Policarpo (Patriarcado Ecuménico de Constantinopla), el Obispo Ortodoxo Rumano Monseñor Timotei y el Arzobispo Siro-Ortoxo Nicolaos Matti. Con la participación del grupo musical AIN KAREM LUGAR: PARROQUIA DE SANTA CRISTINA, Paseo de Extremadura, 32. Madrid. (Metro Puerta del Angel, línea 6). 
Contacto: Teléfono: 619.285.243 E-mail: ecumenismo@juspax-es.org Rogamos confirmar asistencia al correo electrónico

lunes, 18 de julio de 2016

Materiales del curso "En busca de la verdad, el cuidado de la casa común"


Todo el material escrito y los audios puedes encontrarlos en el blog de la Delegación de Fe y Cultura de la Diócesis de Coria-Cáceres:

Enlace

lunes, 30 de mayo de 2016

En busca de la verdad: 'El cuidado de la Casa Común' V Aula de verano de fe y cultura

Una de las sorpresas del pontificado del Papa Francisco ha sido la publicación de la encíclica ‘Laudato si’ sobre el cuidado de la Casa Común en la que aborda el problema ecológico a la luz de una razón iluminada por la fe.

Este hecho nos ha parecido que era un buen motivo para dedicar nuestra Aula de Verano a la profundización en este problema que cada vez va presentando perfiles más preocupantes y amenazantes: residuos, contaminación, agotamiento de recursos, cambio climático,…

El Papa no se ha quedado en un mero análisis superficial, de síntomas, sino que ha profundizado en las actitudes humanas que están en la raíz del problema: consumismo, afán exclusivo de lucro, corrupción, individualismo, materialismo… Y en las consecuencias negativas que provocan: paro, migraciones, masificación, pobreza, explotación,…

Recogiendo los perfiles que se muestran en esta Encíclica hemos procurado que en nuestro programa estén presentes todos ellos; es decir, no sólo hacer una revisión al estado de nuestro planeta sino también a los hombres que lo habitan y gobiernan.

Por ello, tenemos tres bloques de análisis: el que toma el pulso al estado de nuestro planeta con temas como: ecosistemas, recursos, calentamiento global y sus consecuencias, la contaminación del agua y la atmósfera,… desde la acción irresponsable del hombre.

En el segundo bloque veremos las acciones políticas, financieras, económicas que generan este deterioro de la naturaleza y los conflictos y desigualdades entre los hombres.
Finalmente, en un tercer bloque, el papel de los medios de comunicación social, la familia, la escuela y otras entidades en la creación de una cultura ecológica.

Y todo ello con el estilo que se muestra también en la Encíclica: ver, juzgar y actuar. Por ello veremos en nuestro programa actividades de diverso tipo: unas que buscan la descripción de los problemas, otras que tratan de encontrar las razones y, por último, las que pretenden mostrar propuestas y realidades transformadoras.

Como en las ediciones anteriores del Aula de Verano, la Delegación Diocesana de fe y cultura de Coria – Cáceres quiere guiarse por el lema “En busca de la verdad”, siguiendo la doctrina de Benedicto XVI, y siendo conscientes de que la Verdad no es ambigua ni relativa, sino que reside en la inteligencia preexistente a nosotros con que Dios crea el mundo.

Todo ello lo haremos en un entorno de diálogo abierto a todos los públicos, especialmente a cristianos comprometidos y jóvenes universitarios, que están llamados a entrar en diálogo con una sociedad en la que muy probablemente se sentirán en minoría.

Como viene siendo tradicional, el marco para nuestras jornadas de reflexión estivales será la ciudad de Cáceres, Patrimonio de la Humanidad, que supone un privilegio añadido. No faltan actividades culturales y un clima de convivencia distendido entre ponentes y participantes que nos permitirán vivir intensa y fructíferamente estas jornadas.

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lunes, 16 de mayo de 2016

Mesa redonda Laudato Si'

La segunda encíclica del Papa Francisco “Laudato si’. Sobre el cuidado de la casa común” fue firmada el 24 de mayo de 2015. Un año después de esta encíclica histórica y tras la aprobación de los Objetivos de Desarrollo Sostenible en septiembre de 2015, hacemos balance del impacto que ha tenido el documento en la sociedad española a través de un diálogo que incorpore voces de distintos ámbitos (religioso, político, científico, académico…).

Participan en la mesa redonda: Manuela Carmena, alcaldesa de Madrid; Cristina Narbona, ministra de Medio Ambiente (2004-2008) y miembro de Global Ocean Commission;Monseñor Marcelo Sánchez Sorondo, rector de la Academia Pontificia de las Ciencias;Carlos del Álamo, vicepresidente de TYPSA y exconsejero de Medio Ambiente de la Xunta de Galicia; Pedro Linares, vicerrector de la Universidad Pontificia de Comillas; Marco Gordillo, coordinador de campañas de Manos Unidas; María José Pou, profesora del Grado en Periodismo, Universidad UCH-CEU; y Teresa Ribera, directora de IDDRI y presidenta del Consejo Asesor de REDS.
Asimismo, se presentará el MOOC (Massive Online Open Course) Laudato sì. On care for our common home, mini-curso de la plataforma educativa digital SDSN.edu. El curso ha sido traducido recientemente al español con el apoyo del Instituto IDEAS – Universidad Cardenal Herrera CEU.

Fecha y hora: 25 de mayo a las 18:00h
Lugar: Abertis, Paseo Castellana, 39, Madrid
Cómo llegar: Metro Rubén Darío (L5), autobuses 5, 14, 27, 45, 150
Organiza: Red Española para el Desarrollo Sostenible
Con la colaboración de: Abertis, Universidad Autónoma de Madrid (UAM) y el Instituto IDEAS – Universidad Cardenal Herrera CEU


miércoles, 17 de febrero de 2016

martes, 9 de febrero de 2016